Anziano – Costo elevato manutenzione condizionatore

​Il condizionatore non funziona, pensionato 90enne si rivolge alla ditta specializzata: conto di 1.134 euro senza svolgere nessun lavoro

È la disavventura capitata a inizio agosto a F.S., che ha sporto denuncia ai carabinieri di Favaro

Sabato 24 Agosto 2024 di G.Zen. Gazzettino (linkpermalink) – Copia di sicurezza riprodotta di seguito

 

MESTRE – Il condizionatore non funziona, un pensionato mestrino 90enne si rivolge a una ditta specializzata e rimedia una sonora “batosta” sul conto corrente, con un addebito di mille euro non giustificato e nessun intervento svolto. È la disavventura capitata a inizio agosto a F.S., che ha sporto denuncia ai carabinieri di Favaro e ha inoltrato tutto all’Adico, che si sta occupando di tutelare i sui interessi e di fargli avere il rimborso dei soldi spesi.

Trovatosi col condizionatore non funzionante, ancora nel pieno dell’estate, F.S. si è rivolto alla Multiservice, una ditta di Pesaro-Urbino. Il tecnico che si è recato a casa sua ha prospettato all’anziano la necessità di sostituire l’apparecchio, ritenendolo ormai vecchio, cosa a cui F.S. non ha acconsentito. Al pensionato è stato fatto firmare un documento, senza rilasciargli alcuna copia, con tutti i suoi dati personali.

Al momento del pagamento, a F.S. è stata chiesta una transazione di 134,60, pagata col bancomat: sostenendo che non fosse andata a buon fine, il tecnico ha fatto ripetere l’operazione a F.S. prima di andarsene. Il pensionato, però, si è ritrovato con una ricevuta da mille euro, scoprendo anche che la prima transazione era stata effettuata e che, dal suo conto corrente, erano stati prelevati 1134,60 euro, per non aver comunque giovato di alcuna riparazione. «I lavori sono stati svolti completamente -spiega la Multiservice -, primo acconto, svolgimento e completamento lavoro, saldo secondo scontrino con seconda firma di lavori eseguiti a regola d’arte.

In serata siamo ripassati su richiesta dei figli ma non ci è stato permesso di verificare i presunti difetti da loro contestati telefonicamente». «A noi sembra che il nostro assistito abbia subito un raggiro – contesta Carlo Garofolini, presidente Adico -. Chiediamo la restituzione del mille euro e la copia del modulo».