Operatore maltratta 15 anziani in casa di riposo. La difesa: «Colpa dello stress»
La Procura ha intenzione di chiedere l’interdizione del 48enne dall’esercizio della sua professione
Il Gazzettino – Venerdì 20 Dicembre 2024 di Paolo Calia

Più che ammettere di aver compiuto atti di violenza psicologica e non, ha contestualizzato l’ambiente e le modalità in cui certi episodi sarebbero avvenuti. È stato interrogato ieri dal giudice per le indagini preliminari Marco Biagetti l’operatore socio-sanitario dell’istituto Cesana-Malanotti di Vittorio Veneto, un 48enne del posto, accusato dai carabinieri del Nas di maltrattamenti e lesioni personali aggravate nei confronti di anziani ultraottantenni, in molti casi disabili. Da febbraio allo scorso novembre, il 48enne avrebbe approfittato del suo ruolo e delle sue mansioni per colpire fisicamente, umiliare e offendere alcuni ospiti dell’istituto, uno dei più noti e rinomati della zona. I carabinieri avrebbero riscontrato 15 episodi raccogliendo prove nel corso di un’indagine condotta sotto traccia, nel più assoluto silenzio, servendosi anche di micro-telecamere piazzate in punti strategici.
L’uomo, ieri mattina, è stato sentito dal gip Biagetti nel corso del nuovo interrogatorio previsto dalla riforma Nordio che precede la formale richiesta di una misura cautelare da parte della Procura. «Il mio assistito ha dato la sua versione e contestualizzato i fatti – si è limitato a dire l’avvocato difensore Mario Mazzoccoli – nei suoi confronti non è ancora stato preso alcun provvedimento». Il 48enne avrebbe spiegato che certi episodi erano legati «al clima di tensione e di nervosismo che si respirava nell’istituto e al poco personale», condizione che gli avrebbe provocato una forma di stress. Spiegazioni annotate dal giudice che, nei prossimi giorni, si esprimerà sulla necessità o meno di adottare una misura cautelare. La Procura ha intenzione di chiedere l’interdizione del 48enne dall’esercizio della sua professione.
L’indagine è partita a ottobre dalla segnalazione di una famiglia di un anziano assistito al Cesana-Melanotti. A destare sospetti sarebbero state delle ecchimosi riscontrate in varie parti del corpo e lo stato di agitazione del proprio congiunto. I famigliari avrebbero anche denunciato un clima di paura, molto pesante, che si respirava durante i turni dell’operatore in questione. I carabinieri della stazione di Vittorio Veneto hanno quindi girato la segnalazione agli investigatori del Nas che hanno fatto partire l’indagine. Sono quindi state predisposte delle intercettazioni ambientali all’interno dell’istituto per raccogliere delle prove. E qualcosa, tra videoriprese e registrazioni, sarebbe emerso. L’operatore, per esempio, non avrebbe seguito adeguatamente il protocollo sanitario predisposto per aiutare gli anziani non autosufficienti. Alcuni ospiti in carrozzina sarebbero stati sollevati di peso per essere messi a letto senza utilizzare l’apposito sollevatore pensato per facilitare gli spostamenti e limitare dolore e disagi. Secondo la ricostruzione gli anziani venivano spostati bruscamente e dolorosamente. E se qualcuno osava lamentarsi o protestare, veniva colpito col primo oggetto che capitava a tiro. Le segnalazioni raccolte dai carabinieri parlano anche di anziani riportati con forza, anche a spintoni, a letto se trovati in piedi nel corso della notte. E poi le presunte violenze psicologiche. L’operatore non avrebbe mai risparmiato insulti e critiche volgari, cariche di disprezzo. Prese di mira dagli erano soprattutto le donne.
I vertici dell’istituto non si sarebbero però accorti di nulla. Giuseppe Maso, presidente del Cesana-Malanotti, ha saputo solo ieri dai carabinieri che era in corso un’indagine su un dipendente, ma senza conoscerne l’identità. L’uomo non è stato mai sospeso e nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti disciplinari. Ma in direzione non hanno nemmeno mai ricevuto segnalazioni da parte di famigliari o relazioni da parte del personale sanitario in cui venivano segnalati tracce di percosse sugli ospiti. Da ieri però la storia, con tutte le sue ombre e le sue conseguenze non ancora ben quantificabili, è emersa in tutta la sua evidenza. Tante famiglie hanno voluto spiegazioni e la tensione si è alzata ancora una volta.

